“Francamente me ne infischio”, a Bologna 16-17 marzo 2013

Rossella O’Hara incontra King Kong, evoca Bart Simpson, ricorda Marilyn: dalle torride atmosfere di “Via col vento” emergono le icone del sogno americano, fatte a brandelli e reinventate da Antonio Latella in un caleidoscopio grottesco e pop. Ecco “Francamente me ne infischio”, maratona teatrale di cinque spettacoli, che riattraversano il film-mito della Hollywood d’oro, costellandolo di rimandi a un sempiterno “Made in Usa”. I cinque spettacoli, a cui si può assistere separatamente oppure nella formula “maratona”, sono in scena sabato 16 marzo, a partire dalle ore 19 (solo i primi tre) e domenica 17, a partire dalle ore 15.30 (tutti e cinque) a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; info 051.566330 – www.teatridivita.it).

In scena, tre formidabili interpreti, Caterina Carpio, Candida Nieri e Valentina Vacca, che offriranno all’eroina di “Via col Vento” le differenti sfumature della drammaturgia curata da Federico Bellini e Linda Dalisi, in un universo che oscilla vertiginosamente tra la cornice della saga portata al cinema da Victor Fleming nel 1939 e la contemporaneità, con una Rossella che è insieme il sogno di ieri e l’America di oggi, ultima vera incarnazione di un sogno americano ormai decaduto, in un gioco di riflessi e confronti che coinvolge i personaggi che ci hanno fatto emozionare sul grande schermo, Ashley Wilkes, i gemelli Tarleton, la grande Mami e il fascinoso Rhett Butler.

Francamente me ne infischio si compone di cinque movimenti cui il pubblico potrà assistere in una delle due versioni ‘maratona’ (sabato i primi tre spettacoli, domenica tutti e cinque) o scegliendone semplicemente uno durante le due giornate di programmazione. I cinque movimenti sono anche cinque diverse tappe del viaggio di distruzione degli ideali (e in fondo del mito del capitalismo) che prendono lo spettatore per mano (rendendolo, a tratti, protagonista) e lo conducono attraverso un percorso di destrutturazione.

Nel primo movimento, Twins, i gemelli Tarleton interrompono la corsa di Rossella verso l´amore dando inizio alla demolizione del doppio in un’America che non distingue più la realtà dalla finzione. L’atmosfera pop lascia spazio a toni più cupi in Atalanta, in cui il paesaggio è abitato da sciami di mosche, simbolo della morte che tutto avvolge. Black mostra le paure, le colpe e le ossessioni di Rossella, sullo sfondo di un’America che avanza grazie all’industria, al petrolio e alle armi. Il quarto, Match, ruota attorno agli uomini di Rossella, personalità che riflettono un mondo in mutamento: Carlo è la stupidità, Frank il denaro, Ashley la poesia e l’astrazione, Rhett la furbizia e la caparbietà. Tara, infine, è la consapevolezza, il ritorno a casa, alle radici, alla terra, a se stessa, forse l’unica, nostalgica, possibilità di salvezza.

Lo spettacolo, prodotto da stabilemobile – compagnia antonio latella, La Corte Ospitale in collaborazione con Emilia Romagna Teatro/VIE Scena Contemporanea, si inserisce nel più ampio progetto artistico di Latella sul tema dello “straniero“ insieme a “Die Nacht kurz vor den Wäldern” e “Un tram che si chiama desiderio”.

“Rossella O’Hara è una giovane donna capricciosa e senza scrupoli che affronta tutte le difficoltà con spirito di conquista, incapace come il suo popolo di riconoscere la sconfitta anche quando se la trova davanti. Rossella si appresta ad andare incontro al futuro, pensando che dopotutto «domani è un altro giorno». Tutto gira attorno a lei, tutti parlano di lei, tutti la descrivono in modo meraviglioso e poi la distruggono. Attraverso di lei si racconta una folle storia d’amore e l’epopea di una nazione. Rossella è brutta ma bella. Rossella è una bambina. Rossella è la menzogna. Rosella è una donna testarda. Rossella è la smorfia, è il sorriso. Rossella è la paura di restare zitella. Rossella è la donna che non vuole sposarsi per restare libera. Rossella è la moglie che nessun uomo vorrebbe, ma che tutti sposano. Rossella è l’incapacità di essere madre. Rosella è la madre di tutti i figli che non sono suoi. Rossella è l’America.” Antonio Latella

 

MODALITÀ PER ASSISTERE ALLA SAGA:

– si può assistere a uno solo dei cinque spettacoli in una qualsiasi delle due giornate di programmazione

– si può assistere alla visione dei primi tre spettacoli (Twins, Atlanta, Black), la sera di sabato 16 marzo, a partire dalle ore 19

– si può assistere all’intera maratona dei cinque spettacoli con pausa buffet, il pomeriggio e la sera di domenica 17 marzo, a partire dalle ore 15.30

 

ANTONIO LATELLA nasce a Castellamare di Stabia il 2 marzo 1967. Studia recitazione presso la scuola del Teatro Stabile di Torino, diretto da Franco Passatore e presso La Bottega Teatrale di Firenze, diretta da Vittorio Gassman. Tra il 1986 e il 2000 lavora come attore per, tra gli altri, Pippo Di Marca, Luca Ronconi, Giuseppe Patroni Griffi, Massimo Castri, Elio De Capitani, Walter Pagliaro, Tito Piscitelli, Vittorio Gassman. Nel 1998 firma la prima regia di uno spettacolo teatrale con Agatha. Ha curato la Direzione artistica del Nuovo Teatro Nuovo di Napoli per la stagione 2010/2011. Ha vinto, tra l’altro, il premio speciale Ubu nel 2001 per il progetto “Shakespeare e oltre”, il recente premio Ubu 2012 per la regia di “Un tram chiamato desiderio” e nel 2006 il premio dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro. Gli spettacoli di cui ha curato la regia sono stati ospiti di numerosi festival in Italia e all’estero. Nel 2006, ha lavorato alla terza edizione del Progetto Thierry Salmon diretto da Franco Quadri per l’Ecole des Maîtres.

 

TEATRI DI VITA

Centro Internazionale per le Arti della Scena

Via Emilia Ponente 485 – 40132 Bologna – Italia

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