Mer. Mag 22nd, 2024

Amore e morte, vecchiaia e giovinezza: è tra questi termini che si dipana una storia di grande fascino e sottigliezza. La storia di un professore universitario prossimo alla morte che trova in un suo studente il figlio e l’amante al quale lasciare la sua eredità spirituale. Ma qualcosa va storto, perché il giovane lo fa per soldi, e non tutto fila liscio come dovrebbe, in un crescendo molto ambiguo di sadismo sentimentale, rispecchiato nella potente scena erotica dell’inizio che solo alla fine ottiene un sorprendente svelamento.

I dialoghi intensi ci fanno entrare nei meandri di una storia che è soprattutto una storia di figli e genitori, dove tutti assolvono prima o poi questo ruolo, radicalizzandolo in maniera rabbiosa o insensata. Ma anche una riflessione sulla morte e sul significato della vita, alla ricerca di un senso da infondere alle cose ancora prima che tutto sia perduto.

Dopo anni passati in teatro, Ventura Pons dirige il suo primo lungometraggio nel 1977 (Ocaña, un ritratto intermittente), che viene selezionato nell’edizione del 1978 del Festival di Cannes. Nel 1985 fonda una casa di produzione con cui produce ventuno dei suoi film che costituiscono la sua filmografia completa. Solito ai festival del cinema internazionali di tutto il mondo, è particolarmente apprezzato al Berlin International Film Festival, a cui può vantare cinque presenze consecutive in cinque anni (tra cui quella con Amic/Amat). E’ attualmente considerato uno tra i più prestigiosi registi catalani contemporanei.

 

TEATRI DI VITA

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