Una raccolta di bandiere alla Serra dei Giardini di Venezia

Promossa dallo Studio Fabio Mauri, Associazione per l’Arte L’Esperimento del Mondo la mostra raccoglie quindi alcuni esempi della ricerca contemporanea in cui la fuoriuscita dal sistema tradizionale di lettura è un punto di partenza fondamentale; La Resa di Fabio Mauri, un’opera indimenticabile del 2002, costituisce l’avvio reale e ideale di questo percorso.

Comunicato a cura dell’Ufficio Stampa Stilema

Pensato per la meravigliosa architettura della Serra dei Giardini, attraverso video, installazioni e performance il progetto non offre pertanto soluzioni, ma sguardi e narrative alternative, immaginari inediti, ipotesi e domande inconsuete, comportamenti e strategie di lettura diversificate sull’individuo, la percezione, lo spazio, le immagini e le dinamiche sociali.
Aspettatevi stupore, divertimento, dubbi e non senso: una certa misura di resa può infatti prendere queste forme, può percorrere queste direzioni, e, come diceva Mauri, può “scoprire forse alternative inedite di pace”.
La mostra, una raccolta di bandiere simboliche che affermano strategie e visioni inconsuete, è pensata come un percorso articolato su due principali linguaggi: quello delle installazioni ambientali e video, e quello performativo.
Il punto di avvio è La Resa, la bandiera bianca montata su una struttura di tubi innocenti che Mauri ha realizzato nel 2002 e che è allestita nel giardino antistante la Serra.
Tra l’esterno e l’interno, le opere degli artisti punteggeranno gli spazi della location creando una mappa di situazioni e di possibilità in cui calarsi. Dalle nature ricreate e riflesse nelle opere di Ivan Barlafante (Giulianova, 1967), al futile territorio creato con aria inglese da David Rickard (Nuova Zelanda, 1975), fino ai palcoscenici surreali e alle rovine di Rä di Martino (Roma, 1975), all’immaginario auspicato e ricreato di Alessandro Sambini (Rovigo, 1982), alle profonde vibrazioni del tempo di Elisa Strinna (Padova, 1982) o, ancora, alle pagine cancellate, riscritte e ridisegnate secondo il trasversale alfabeto visivo di Fabrizio Cotognini (Macerata, 1983) all’identità e al senso di appartenenza indagato da Ruben Montini (Oristano, 1986), la mostra tocca quindi differenti modalità e tematiche su cui applicare logiche differenti.
Nella loro – anche profondissima – diversità linguistica, concettuale e visiva, gli artisti e le loro opere hanno in comune una cifra performativa piuttosto evidente che si manifesta in un rapporto attivo con lo spettatore e con il tempo. Invitato a calarsi nelle situazioni proposte dalle opere, il pubblico di FLAGS è quindi un “esploratore” invitato a intraprendere un viaggio nella diversità.
Per rendere ancora più forte e intensa questa spedizione in un universo critico alternativo, nel corso del periodo espositivo gli spettatori avranno la possibilità unica di partecipare a performance e screenings.

Serra dei Giardini, Venezia
7 maggio – 2 agosto 2015
Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00
Vaporetto linea 1, 2, 4.1, 5.1, fermata Giardini