Lucciole nella terza natura Mostra personale di Cristóbal Gracia

Cristobal Gracia, Villa Rossa, inkjet print, cm 150×128, © Cristobal Gracia, courtesy Bikini Art Residency and Viasaterna

PCMStudio

Viasaterna presenta Lucciole nella terza natura, mostra personale di Cristóbal Gracia (Città del Messico, 1987) in collaborazione con Bikini Art Residency. La mostra comprende una serie di opere prodotte durante il periodo della residenza e spaziano dalla scultura alla fotografia e al disegno, in cui l’artista messicano riflette sui parametri di predominio della cultura occidentale, la sua massificazione e la sua messa in discussione attraverso il ruolo attivo dell’arte.
 
Immerso nel panorama fisico e culturale del lago di Como, sede di Bikini Art Residency, Gracia ha indagato l’immaginario che deriva da questo paesaggio idilliaco: uno scenario che funge da punto di convergenza per nostalgie neoclassiche e mitologie contemporanee. In questo contesto, l’artista ha rintracciato l’idea di terza natura come una presenza costante dal Rinascimento a oggi, di cui si trova traccia evidente nelle grotte artificiali manieriste, nelle statue in cemento e costruzioni decorative all’interno di paesaggi, giardini e ville. Gracia attinge a questi elementi, per instaurare un discorso sulle possibilità di riformare il sensibile e il simbolico, interrogando la morfologia della cultura e le configurazioni del suo potere.

Le tecniche usate da Gracia sono spesso ancorate al contesto e al territorio di produzione. La pratica collaborativa dell’artista gli permette di confrontarsi con procedimenti che variano dall’artigianale all’industriale e dal manuale al digitale. Di conseguenza, Lucciole nella terza natura unisce opere diverse per dimensioni, materiali e supporti: sculture di tecniche miste, una serie di fotografie e una di disegni e tessuti in seta stampata. Le fotografie riprendono scene, trovate o appositamente allestite, che contribuiscono alla narrativa dell’artista realizzata come testimonianza o messa in scena. Tre sculture, De Monstris, possono essere definite “grotte viventi” di cemento e prendono forma da una stratificazione di elementi quali statue di cemento, decorazioni da giardino, memoriali piramidali ed elementi di architetture razionaliste. Altre sculture sono stalagmiti, immancabili protagoniste delle grotte, qui sedimentazioni di storia e significati, realizzate con vetri fusi su massi di cemento. Le proprietà cangianti della miscela di vetri colpiti da luce artificiale evocano il fascino suscitato su di noi dalla vista delle lucciole. Le Lucciole rappresentano l’idea di innocenza e resistenza e la loro presenza enigmatica irradia di luce e speranza il percorso della mostra. Gracia fa riferimento a La survivance des lucioles (2010), la risposta di Georges Didi-Huberman al disilluso pessimismo del famoso articolo delle lucciole di Pier Paolo Pasolini (Corriere della Sera, 1° Febbraio 1975).
 
Dal lago di Como, l’artista inverte il punto di vista sull’esotico con l’obiettivo di creare nuovi territori intersezionali. La nostra prospettiva viene cambiata, permettendoci una riflessione sui nostri riferimenti simbolici, favorendo nuovo spazio per la formazione di nuove estetiche.
L’atto di resistenza di Cristóbal Gracia risiede nel rifiuto di effetti seducenti e nella ricerca di una bellezza coraggiosa e non convenzionale, che può sconvolgere o sfidare, ma lascia costantemente lo spettatore con domande aperte.


VIASATERNA, Via Giacomo Leopardi 32, Milano
www.viasaterna.com

Da lunedì 1 giugno a venerdì 7 agosto 2020
Apertura: tutti i giorni, dalle ore 12 alle 19 solo su appuntamento